Il ballo degli amanti perduti

il ballo degli amanti perduti

A me piace tanto Farinetti. E sapete perché? Perché è uno scrittore antico nel senso più nobile del termine. Dalla sua penna viene fuori il mestiere. Conosce la forma, maneggia con cura i meccanismi del giallo, sa usare bene la parola sia nelle descrizioni delle evidenze sia nello scandagliare le profondità. E poi è acuto, sagace e spiritosissimo. E poi piemontese. Non è solo una questione di campanilismo, è proprio roba di essenza. Come Camilleri ci porta dentro la sicilianità, ce la fa conoscere, respirare, masticare, Farinetti fa altrettanto con la piemontesità. E lo fa con la leggerezza e la misura tipica della gente di campagna delle nostre parti…come se dicesse…”Ascolta, ti racconto una storia, vieni con me, dammi la mano, fidati”.

Siamo nelle Langhe e il protagonista è una nostra vecchia conoscenza: Sebastiano Guarienti sceneggiatore. È lui che suggerisce al sindaco del paese di organizzare una grande festa in costume per il Capodanno. E ovviamente durante la notte del gogamigoga avviene un sanguinoso omicidio. E ovviamente tocca trovare il colpevole. Nulla di nuovo….si tratta di un giallo e quindi si gialleggia. La bellezza de Il ballo degli amanti perduti sta nella girandola di personaggi meravigliosi che si attorcigliano tra loro attorcigliando la storia: il maresciallo, il sindaco e l’amante col figlio teppista, un nobile decaduto che vive in un convento con un cavallo imbalsamato, una mezza fattucchiera, e poi muratori rumeni, vecchie isteriche, badanti isteriche pure loro, cretinoni sentimentali, fascinosi architetti e parroci non esattamente in odore di santità.

Un mondo variopinto che colora il noir di commedia, dà ritmo forsennato alla storia e ci rende la lettura intrigantissima. Se ti capita per le mani questo romanzo di Farinetti è scontato dire agli amici che ti invitano a cena: “No, stasera non esco, devo finire il libro”.

Il ballo degli amanti perduti. Gianni Farinetti. Marsilio Editore

Related Posts