Benvenuti ma non troppo

Allora. Partiamo dal fatto che io adoro i film francesi, è una mia specifica perversione. Anche quelli lenti e noiosi sono miele per i miei neuroni stanchi. Vado pazza per le microstorie, i personaggi sfarinati, gli andamenti sincopati tipici della testa suonata dei francesi. E poi le facce… cosa vogliamo dire delle facce degli attori? I “belli” non sono tanto contemplati. Dio li benedica. Meglio i visi parlanti anche da muti. Ma tant’è. Dicevo di questo film. Beh, è bellissimo. Non dovete perdervelo.

Ha un ritmo indiavolato, gli attori sono strepitosi, la sceneggiatura non ha una sbavatura e fa ridere alle lacrime. Il pretesto poteva essere rischiosissimo…invece…Adesso vi dico di cosa parla. A causa di un inverno particolarmente rigido, il governo francese vara un provvedimento di emergenza che obbliga i cittadini proprietari di appartamenti con stanze libere ad accogliere le persone più disagiate, quindi vagabondi, barboni, immigrati senza fissa dimora, che non possono permettersi un alloggio.

benvenuti_2Noi ci troviamo al civico 86 di rue du Cherche Midi, dove sorge un lussuoso palazzo dell’area più esclusiva del centro parigino. Qui abitano la famiglia Dubreuil, d’estrazione borghese e conservatrice e i coniugi Bretzel, intellettuali e radical chic. La descrizione delle loro vite già vale il film. Poi l’arrivo dei disperati spariglia ancora le carte. In un tornado di equivoci e colpi di scena i protagonisti si mostrano per quello che sono, la miseria della loro natura emerge inesorabile, le convenzioni esplodono in un fuoco artificiale di follia. Bello. Bellissimo.

Che bravi i francesi…io lo dico sempre.

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