Caro Babbo Natale…

Letterina di Natale - Luciana Littizzetto

Caro Babbo, babbuccio santo, babà senza rum. È bello sapere che anche quest’anno torni tutto vestito di rosso come Signorini alla prima della Scala. Noi siamo sempre qua, ci vedi? Anche tu Babbo però… apriti un account di posta elettronica, così ti mandiamo una mail e facciamo prima. Ho già preparato l’indirizzo: [email protected].

Tra l’altro mi chiedevo… La Lapponia è la terra di Lapo? Dove puoi vedere le aurore boreali senza il bisogno di aiuti chimici?
Caro Babbo, ti aggiorno su tutto quello che è successo… qui da noi si è fatto un bel referendum e ha vinto il NO, quindi puoi stare tranquillo che al tuo arrivo troverai ancora il CNEL, che è il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Così al tuo arrivo potremo cantare tutti in coro Jingle CNEL, Jingle CNEL, Jingle Jingle CNEL.

Ho tante cose da chiederti babuscco. Intanto grazie per esserti portato via per un po’ il topo del Parmareggio, che come tutte le cose belle dopo un po’ sfianca, ma ora ti prego porgi attenzione al bambino dei salumi Beretta “Tutti ne vogliono una fettaaaa”… perché è un attimo che anche lui con la sua innata simpatia, diventi poi un peso sui nostri maroni. Porta delle camicie nuove a Marzullo, che ne ha una sola e mette sempre quella. E fa che si faccia un’unica domanda e si dia un’unica risposta: “Perché non mi taglio i capelli che sono pettinato come la Balivo?”.

Dicci che droga usa Pippo Baudo, e soprattutto chiedigli se è la stessa che usa la D’Urso. Perché insieme fanno 200 anni ma ne dimostrano 30.
Altra cosa volevo chiederti babbo bello. Gentiloni è tuo fratello?

Gentiloni Babbo Natale - Luciana Littizzetto

Portagli anche in regalo un megafono, perché quando parla a Montecitorio fa: “FIFIFIFIFIFI FIFIFIFI” che più che un Presidente del Consiglio sembra un doppiatore di film porno.

Porta alla sindaca Raggi un bell’albero di Natale nuovo, le palle per addobbarlo, se è vero quello che dicono i PM, ce le mette direttamente la Muraro e Marra. E grazie Babbo di aver spostato Alfano, il nostro Angiolino Jolie dal Ministero degli Interni a quello degli Esteri. Se quello è un sistema per allontanarlo poco alla volta hai fatto bene.

Visto che van di moda i tatuaggi, stampa in fronte a Matteo Salvini il suo nome, così se Trump dovesse incontrarlo un’altra volta saprebbe almeno come si chiama. Per Fedez invece che ne ha già tanti bastano dei tatuaggi fatti con la matita copiativa di Pelù, così si cancellano.
Regala un orologio svizzero ad Amadeus che farà il Capodanno su Raiuno, non vorrei stappare lo spumante alle 21:40 come l’anno scorso.

Porta tre costole nuove a Gianni Morandi che si è fatto male in giardino e fagli capire che noi siamo contenti che ci vuole informare su tutto, ma se sotto le feste dovesse venirgli lo Squarauz… ecco magari su quello può anche sorvolare.
Fa babbo bello che la Pellegrini e Magnini non si lascino mai… mai mai e poi mai, come canta De Andrè. Ma che possano nuotare felici insieme per sempre, magari nell’acquario di Genova.

E poi Babbo bello, fa che il Nobel l’anno prossimo non lo diano a gente come Bob Dylan. Ma fa che lo vincano quelli della Traco che almeno lo vanno a ritirare. Trova per favore un parrucchiere, PRESTO… per la Ministra Fedeli,. un taglio sobrio, anche alla Manuel Agnelli piuttosto, va bene anche quello. Poi siccome si sa non è giusto che un unico uomo abbia contemporaneamente donne, soldi e potere, puoi fare che Trump sia almeno cornuto?

A noi tutti noi regalerei il tempo di accorgerci di quello che succede ad Aleppo, anche se sono Musulmani muoiono lo stesso. E per gli abitanti di Goro, Gorino e tutti noi, vorrei appena un po’ di pietas. Alla latina. Perché è una parola che nessuno usa più.

Questo è il figlio di JOY, la ragazza incinta che i pescatori di Gorino due mesi fa avevano respinto con le barricate. Lei si chiama Gioia, mentre la portavano via, con ancora le urla della gente nelle orecchie, aveva detto che sarebbe stato maschio e l’avrebbe chiamato Michael.

Non so se siate credenti o no. So che siamo tutti a festeggiare la nascita di un bambino venuto al freddo e al gelo in Palestina e quindi Palestinese. Michael è nato in Italia ma non è italiano, e anzi gli italiani hanno avuto paura di lui. Per noi chiedo questo regalo: che chi nasce qui, magari arrivato rischiando la morte sua e di sua madre, sia italiano. Abbiamo bisogno di italiani che vogliono esserlo. Abbiamo bisogno di Joy. Abbiamo bisogno di gioia.

Auguri!

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