Immigrazione è anche la storia di Joy

Immigrazione è anche la storia di Joy

Sono andata al cinema questa settimana a vedere Florence il film con Meryl Streep e Hugh Grant e come al solito ho guardato fino alla fine i titoli di coda per capire quanti italiani ci sono. Mi ha colpito che fino a poco tempo fa i nomi che vedevi erano tipo: Kimberly Pulga, John Sarchiapone e Franklyn Pistoletto… adesso sono sempre più tipo Andrea Rossi, Maurizio Biancardi, Angelica Cacciari… quindi questo vuol dire che ci sono emigrati di prima generazione. Non sono i loro figli. Siamo tornati noi ad essere un popolo di emigranti. Una volta partivamo con il bastimento, adesso magari con i voli low cost, ma è la stessa cosa. Negli ultimi anni l’immigrazione è aumentata del 55% e se voi sentite, ma tutti sentiamo… tanti dei nostri ragazzi vanno all’estero a studiare e questa è una perdita, lo dico al Ministro, è una perdita grandissima.

La storia di Joy
Luciana e Joy

Ma mentre tanti se ne vanno molti altri arrivano, ed è assurdo e anacronistico pensare che questo non avvenga. Perché anche questa è globalizzazione. Solo che a noi ci va benissimo far circolare le merci, ma ci fa una fottutissima paura far circolare gli uomini. Ci va bene che possano girare gli hamburger e i cavetti dell’iphone e non le persone. E io credo invece che patria sia una parola se non le dai le gambe per camminare. Le gambe sono gli italiani che provano a far fortuna all’estero e quelli che invece vogliono diventare italiani e far crescere i loro figli nella nostra terra, che ha le braccia  larghe e i cuori spaziosi e secondo me ce la possiamo fare.

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