Caro Poletti lo so che non è facile fare il Ministro del Lavoro, ma…

Caro Poletti lo so che non è facile fare il Ministro del Lavoro, ma...

A proposito di Poletti. Avete sentito cosa ha detto? Il Ministro quello grosso, pettinato come se avesse otto anni?

Poletti è il Ministro del Lavoro ma non lo sa, perché dice delle cose che neanche mio zio al bar davanti ad una birretta. Vi ricordate che aveva detto che certi cervelli in fuga è meglio non averli tra i piedi; che prendere 110 e lode a 28 anni non serve ad un fico secco ma è meglio prendere 96 a 21 anni; adesso questa settimana ci ha regalato un’altra perla. Praticamente ha detto che per trovare lavoro è meglio giocare al calcetto che andare in giro a portare i curricula. Guardate che sono degli aforismi meravigliosi… Oscar Wilde al confronto è niente. Io lo capisco, perché fare il Ministro del Lavoro deve essere uno stress… è come fare il Ministro di una roba che non esiste. È come fare il Ministro dello Yeti, o della carta carbone che non esiste più. Però un minimo dovresti contenerti! Come se Papa Frank all’Angelus dicesse: “Le pecorelle smarrite sono buone da fare al forno”.

Oppure per dire, la Lorenzin dicesse: “Non fate gli esami del sangue, chiedete a Fox che è molto più sicuro”. La stessa cosa.
Poi volevo fare una domanda. Allora per trovare lavoro i ragazzi devono giocare al calcetto, ma le ragazze cosa devono fare? Ginnastica Ritmica? No perché le ragazze non sono contemplate, non se le caga nessuno.

Poi lui dice che bisogna stabilire un rapporto di fiducia. L’altra domanda è quindi la seguente: Minzolini ha ottenuto la fiducia di 140 senatori… vuol dire che giocava bene a calcetto? Sono domande lecite.

Poi dipende anche con chi giochi, perché se giochi con Marchionne, Montezemolo è utile. Se invece giochi con l’idraulico del terzo piano allora al massimo ti fa lo sconto quando ti cambia il boiler. Poi l’altra domanda che mi pongo è: se per lavorare bisogna giocare a calcetto, Poletti come ha fatto a diventare Ministro? Vi sembra uno che ha il fisico giusto per giocare a calcetto? Cosa faceva, giocava nei pulcini del Toro?

Io dico ci sono 100.000 ragazzi che ogni anno si trasferiscono all’estero per lavorare. E questa settimana che sono andata a Londra a presentare il mio libro, ho conosciuto tanti giovani diplomati, laureati che sono lì per lavorare… e mi faceva specie. Dicevo” Cavoli ma non vanno via solo i cervelli, ma anche le braccia, i cuori”. Ed è gente che non ha voglia di stare lì, vorrebbero vivere in Italia. Ma non c’è futuro, non c’è lavoro. Sono bravi, bravi, non perdiamoli!!!

È gente che mangia il porridge, ma vorrebbe mangiare la matriciana. Mi raccontavano che quando c’è stato il terremoto si sentivano parte in causa. Lontani, ma vibravano con noi. Non bisogna prenderli in giro, li stiamo perdendo Poletti. Bisogna mettere un filtro a quello che si dice, come la Moka che non fa passare le minchiate. Bisogna tirar fuori le palle non per giocare a calcetto, ma inventarsi qualcosa per tenerli qua!

Altrimenti posso dare degli spunti per le prossime boutade, tipo: piuttosto che studiare meglio avere come vicino di banco uno bravo, così si può copiare. Per dare una svolta alla propria vita meglio giocare al Superenalotto. Per le ragazze non vale la pena studiare inglese o francese, meglio cinese o russo perché i nuovi ricconi ormai arrivano tutti da lì.

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