Niente dovrebbe restare vergine, soprattutto non la mente

Niente dovrebbe restare vergine. Nessuna vita, nessuna pagina bianca, nessun pensiero nessun luogo (…)
Niente dovrebbe restare vergine, né il corpo né la mente, che racchiudono in sé la traboccante vitalità di ciò che siamo.

In questo diario intimo ci sta la voce purissima di Barbara. E la sua storia dolorosa ma piena di vita. La sua vita è cambiata all’improvviso a causa di un tuffo in acqua troppo bassa per cui è rimasta tetraplegica. Un evento tragico che accade nell’età più complicata.

L’adolescenza è il momento della vita in cui i pensieri sono rivolti alle prime cotte, alle angosce del cuore, ai primi litigi con le amiche e all’eterno conflitto con se stessi e i propri difetti. E proprio in un’età così complessa Barbara è costretta a rivedere tutta la sua vita e le normali attività, e anche l’approccio al sesso. Ma soprattutto vive con angoscia l’idea di rimanere vergine. Attraverso le sue parole ci rendiamo conto di come paure e ansie siano proprio le stesse di una donna con le gambe.

La bellezza di scoprire che le emozioni ci accomunano tutti senza alcuna distinzione o discriminazione.

Non volevo morire vergine. Barbara Garlaschelli. Piemme

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