150 donne in collant per un esperimento dinamico e condiviso…

Giuseppe Parmisano - vuoto

“Per un momento, forse effetto dei 27 appena compiuti, mi è sembrato che attorno a me non ci fosse niente. E invece c’era tutto, ma con l’età i sensi si sfilacciano e si diventa meno svegli. In quel tutto c’era anche il bisogno di raccontare quella sensazione, che era assenza e solitudine, per provare a capirci qualcosa e per contrastarla…”

Come nasce un’opera d’arte e come diventa parte integrante del nostro vissuto? Sperimentando. Proprio quello che ha fatto il fotografo Giuseppe Palmisano, attore, scrittore, che ha deciso di dar vita ad un’opera collettiva e dinamica. Il 25 giugno scorso l’artista pugliese, da vero erede di Vanessa Beecroft, ha coinvolto 150 donne dai 17 ai 57 anni in una location notevole: Il Centro Arti Visive “La Pescheria” a Pesaro, per dar vita ad una foto partecipata, condivisa, vissuta. Il suo lavoro è stato dedicato a Jannis Kounellis, pittore, scultore e Ren Hang, fotografo e artista che hanno segnato il suo percorso.

Bella l’idea di coinvolgere tante donne attraverso una call pubblica, chiunque poteva candidarsi sul sito ufficiale del progetto e partecipare. Vuoto è il nome dell’opera corale, una foto collettiva dove il corpo della donna, le sue calze bianche, diventano interpretazione dell’assenza, condizione esistenziale vissuta dall’artista.

Condivisione e movimento modellano lo spazio, lo rendono condiviso, partecipato, plasmato.

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