Una casa nella casa, la magia dell’Associazione Oz

casa oz

 “Dorothy: Nessun posto è bello come casa mia”.

Casa Oz è una Onlus che si occupa del sostegno delle famiglie e dei bambini che incontrano la malattia. Ma non lo fa attraverso farmaci o terapie cliniche, lo fa col cuore. E lo fa dentro una casa. Casa Oz è uno spazio accogliente per restituire normalità.

Vi ricordate cosa dice Dorothy nel Mago di Oz? Dice che la casa è un luogo caldo, magico, dove non si smette mai di voler tornare. La malattia infantile sconvolge la vita. Si perdono le abitudini, gli orari, i riferimenti, gli amici, i giochi. E cosa può voler dire tutto questo per un genitore?

Quando sei costretto a girare tra ospedali, quando tuo figlio perde i suoi punti di riferimento più importanti come la sua cameretta, i suoi giochi e l’ora della merenda, tutto diventa un regalo. Proprio da questo bisogno nasce Casa Oz, un luogo in cui sentirsi semplicemente a casa, in cui è possibile assaporare la normalità anche se si sta vivendo un momento sconvolgente della propria esistenza…

Casa Oz: le storie di Camila e Yasmine…

Lo scopo prioritario dell’associazione è regalare accoglienza. Cucina, Biblioteca, Laboratorio, Lavanderia, Spazio Giochi, la Stanza della quiete e anche lo Spazio Studio. Tutti angoli di casa dove i volontari creano un ambiente tranquillo in modo che i bambini possano abbandonarsi alla serenità dello stare insieme.

Cuore, fegato, milza, occhi, quando smette di funzionare anche solo uno di questi organi, inevitabilmente il nostro modo di stare al mondo cambia.

La storia di Camila, affetta da cardiopatia, quattro interventi al cuore che l’hanno costretta a vagare per quattro anni, perdendo ogni punto di riferimento. La madre di Camila racconta come la Casa di Oz sia diventata quel punto di riferimento, regalando serenità e soprattutto tempo per giocare alla sua bambina.

La piccola Yasmine arrivata dall’Iraq con la zia e con una malformazione cardiaca e in attesa di un delicato intervento chirurgico. La zia parlava solo arabo ed ovviamente si sentiva spaesata, in questo caso l’associazione ha ricreato un ambiente familiare, in cui la bambina potesse sentirsi al sicuro.

Camila, Yasmine e tante altre solo alcune delle mille storie che ho imparato ad ascoltare a Casa Oz e che ogni volta mi riempiono di speranza per il futuro dei bambini e dei loro genitori.

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