Che figata la Radio…

Amo molto il mio lavoro e sono grata ogni giorno. Avere la fortuna di fare il mestiere che hai sempre sognato è un dono impagabile. Vuol dire non annoiarsi, sentire meno la fatica e godere di quel che si fa. E la bellezza del mio mestiere sta anche nella possibilità di cambiare continuamente linguaggio. La Radio, la televisione, il cinema, la carta stampata, i libri e adesso il web. Ciascuno col suo modo di comunicare diverso.

Nella mia personale classifica però la Radio occupa un posto privilegiato. È un pezzettino del mio cuore. Mi piace. Mi piace da matti. Perché crea l’intimità. È un tipo di comunicazione più lenta rispetto alla televisione che vive di ritmo e di fulmini di pensiero. Lei, la Radio, ti dà modo di prenderti il tempo. Ahhhh… che figata. E anche di fare compagnia. Ecco sì. Di accompagnare chi ti ascolta. In auto, in casa, a letto, al lavoro. Tu stai facendo “Qualcosa” e io sono lì con te. Che ti faccio passare il tempo. Che magari sentendo una cascata di minchiate ti passa più veloce. Perché poi è cosi. Sei saltibanco, ci manca ancora che pretendi di insegnare. A me basta far passare il tempo. Con leggerezza e intelligenza. E creare un dialogo con chi mi ascolta che spesso è di una sagacia e di una ironia impressionanti. Farmi ridere è un’impresa. E gli ascoltatori ci riescono sempre.

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E così il sabato mattina sveglia alle 7, lettura dei giornali sull’iPad rigorosamente a letto, doccia, pisciatina della Gigia, caffè veloce e poi a piedi all’edicola. E dopo, carica di giornali, di corsa in studio che da qualche anno per fortuna è veramente ad un passo da casa.

I due balenghi arrivano sempre all’ultimo. I miei mitici Vic e Franco. Non potrei fare la radio con nessun altro. Sono loro i pilastri. La struttura. Io metto il ripieno. Farcisco… grazie anche alla mano preziosa della mitica Stefania Bertola.

E le ore volano. Tra messaggi, caffè che rovescio immancabilmente sul microfono, e ospiti che transitano presentando i loro libri. E alle 12 fine. Si torna a casa. Anzi. Io a fare la spesa da brava diva e donna e loro a Milano. Così da anni. Non so neanche dire quanti. Perché il tempo in radio per me è come se non passasse mai.

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