Come Billy Elliot…

Ahimè. Due miti ci han lasciato. Uno è Silvestro Bellini e l’altro Gills Lundgren. Il primo, italiano, è il papà di Cicciobello e l’altro, svedese, l’inventore della libreria Billy.
Partiamo da Silvestrone. A lui spetta di aver disegnato il primo faccino di Cicciobello, facciottino vero di neonato vero, prediletto dalle bambine. Cicciobello ora ha 54 anni e negli anni gli han fatto fare di tutto, ridere, piangere, fare la pappa, la cacca, i rutti. Io lo so per sentito dire perché Cicciobello non l’ho mai avuto.
Non ero tra le privilegiate. A me quando ero piccola è sempre toccato il tarocco. Invece della Barbie avevo Tania, invece di Cicciobello avevo Poldina. Poldina non faceva niente. Non piangeva, non aveva la bua, non faceva pipì. D’altronde era fatta di stoffa e di plastica aveva soltanto testa e piedi. Avevo anche la bambola Petula che invece parlava grazie ad un enorme bottone sulla pancia. Praticamente ventriloqua. Ma dopo poco è rimasta senza voce anche lei. Comunque grazie Silvestro, a nome di tutte le bambine di allora, che sono diventate donne di adesso.

Invece il signor Lundgren, è l’inventore della libreria Billy. L’Einstein dell’Ikea. Che uno dice…Capirai. La libreria Billy, diciamolo con tanta simpatia, son poi 4 assi in croce… Però la sua genialità è un’altra. Lui è stato il primo ad immaginare un mobile che si potesse vendere smontato e quindi facile da trasportare. Secondo me è andata così. Il signor Lundgren lavorava per il signor Ikea. Era l’anno 1956. E l’Ikea era una boita con 4 dipendenti in croce. Un giorno doveva portare ad un cliente un tavolo, e non riusciva a caricarlo in macchina, tira e molla molla e tira…magari la neve… il vento… Babbo Natale che passava avanti e indietro con le renne, jingle bell jingle bell… parolacce in svedese che chissà come sono, visto che anche solo i nomi delle sedie sembrano maledizioni, Sgrundun, Vaffalanda, Smerda.. alla fine gli è venuta l’idea e si è detto: Ma perché non vendiamo i mobili smontati che possiamo caricarli in macchina??! E allora cosa fa? Va dal suo capo e glielo dice. E l’altro lo manda a stendere.
Gli grida: “Bella cazzata… È come inventare un telefono che scatta anche le foto!” Ma Gills insiste: “Ascolti capo…facciamo una libreria con 4 assi delle balle, dei buchi e dei piolini, e la gente la libreria se la monta a casa, e sono fatti loro poi se si martellano le dita…

Studiamo dei legni speciali, che dove si avvita la vite siano duri come acciai e che dove reggono il peso si pieghino come burro ed è fatta. Poi che ce ne fotte se i ripiani si spanano…. Anzi guardi. Esageriamo. Nelle confezioni non mettiamoli tutti i pioli, mettiamone uno in meno, e aggiungiamoci anche tre viti sbagliate, così sclerano ancora di più! Alè! Anche perché noi non gli daremo delle istruzioni, ma solo dei disegnini da cui non si capisce una mazza”.
A quel punto il capo accetta e restava da trovare il nome, e forse il signor Ikea ha detto: “Visto che è una libreria delle balle chiamiamola Balle. Tanto in svedese non vuol dire niente.” E l’altro ribatte: “Ma no perché poi in Italia non ce la compra nessuno…Chiamiamola Billy”. “E perché?” “Come Billy Elliot…” perché sapeva già che una volta montata la libreria avrebbe ballato. E così è nata Billy, la libreria delle balle, 41 milioni di pezzi venduti nel mondo.
Che la tua anima salga al cielo, Gills. Vai e insegna agli angeli a usare la brugola.

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