Ferma il criceto e liberati…

 

Io ricevo tanti libri. Alcuni li compro. Difficilmente me li faccio prestare. Non so. Il rapporto col libro per me è proprio una cosa fisica. Toccarlo, sottolinearlo, farlo diventare mio miissimo, è una cosa di cui non posso fare a meno.

Questo libro appartiene alla categoria di quelli spediti. Dico la verità: difficilmente l’avrei comprato. Non mi piace la copertina. Troppo didascalica. Si parla di criceti e mi disegni un criceto in copertina? Uff. Dai. Un po’ di fantasia… E anche non mi interessano i libri di Self help. Aiutano solo a farmi venire i nervi. Comunque tant’è. Arriva. Come succede sempre, lo sfoglio. (Lo faccio con tutti, tutti i libri meritano almeno un’occhiata). E comincio a leggere. E poi ancora. E ancora. Guarda te, mi dico. Vedi? Mai fermarti alle apparenze.

Poi scopro che l’autore Serge Marquis è un esimio medico canadese specializzato in trattamenti per la cura dello stress. E che questo libro è diventato in pochi mesi un bestseller internazionale. L’assunto fondamentale è il seguente: dentro la nostra testa gira incessantemente un criceto che ha un’unica missione: mandarci in pappa il cervello, tormentarci e renderci l’esistenza una fatica incommensurabile. Pensicchio (così si chiama il criceto…mh…niente fantasia anche qui) ci snerva dalla mattina alla sera con giudizi, rimproveri, critiche, ruminazioni, rimpianti.

Pensicchio non è altro che il nostro Ego Obeso. Farlo tacere è l’unica soluzione. Come? Con la decrescita personale. In una realtà dove non si fa altro che parlare di crescita, proporre la decrescita è già un bel contromano! Mi piace. Tocca esercitarsi ad essere consapevoli che tutti i torroni che si scatenano nella tua mente sono per la maggior parte invenzioni del tuo criceto, quindi del tuo ego, che lievita nel tuo cervello. Quindi. Ferma la ruota. Placa il reggheton. Scialla.

Ogni tanto ripeterselo aiuta. Self help. Appunto. Ecco. Sta a vedere che comincio a leggere anche i manuali di self help…

Ferma il Criceto che hai in testa. Serge Marquis. Ed Bur Rizzoli

 

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