Sosteniamo l’hashtag #soccorrerenonèuncrimine

La prima storia è quella di Destiny una migrante incinta che la notte del nove febbraio ha tentato di varcare il confine, ma la gendarmeria francese rispettando la legge l’ha bloccata e riportata indietro a Bardonecchia. Lei purtroppo non è sopravvissuta, ma il suo bambino Israel, se pur piccolissimo, all’Ospedale di Sant’Anna è nato questa settimana.

La seconda storia è quella di Benoit, lui è la guida alpina che il 10 marzo al Monginevro, a 1900 metri, ha soccorso una famiglia di migranti che cercava di varcare il confine. La mamma incinta di otto mesi, il papà e due bimbi di due e quattro anni. Li ha trovati stremati in mezzo alla neve, stecchiti dal freddo. Li ha caricati sulla sua auto e la mamma ha poi partorito all’Ospedale di Briançon qualche ora dopo. L’auto di Benoit è stata fermata dalla gendarmeria e lui è stato accompagnato in caserma con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e rischia fino a cinque anni di galera. Io credo che non ci sia tanto da dire, Benoit ha fatto quello che farebbe un essere umano in una situazione del genere. Perché io penso che perfino se vediamo un cane ferito lo soccorriamo invece quella donna non meritava neanche questo secondo la legge. Io non credo che questa donna sia un simbolo e neanche un’eroina, credo soltanto che avrebbe potuto essere mia sorella, mia figlia, oppure una mia amica. Allora per la pietà che ha dimostrato verso mia sorella, verso mia figlia, e verso la mia amica io voglio ringraziare il signor Benoit.

La colpa non è di Benoit è nostra che non siamo stati in grado di fare delle leggi sensate. Voglio invitare tutti voi a sostenere l’hashatag #soccorrerenoneuncrimine perché sia fermato un procedimento giudiziario ingiusto e disumano. Brecht diceva: “Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi” e io dico “Fortunata la terra che di eroi ne ha tanti e piccolini.

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