Tempo di consultazioni.. Ma non andiamo a rivotare!

Parliamo di politica. Insomma sto governo, c’è? Non c’è!

Io ho capito che le consultazioni sono più o meno come quando le donne sono in travaglio, perché hai male ma non sai quanto dura, sai che alla fine partorisci ma non sai quando. Adesso siccome loro non sanno se riusciranno a fare questo governo, cominciano a dire: rivotiamo. Io quando sento dire rivotiamo, mi prende la scolopendra in corpo, mi sento il veleno di una vipera di palude. Rivotiamo che cosa? Che non abbiamo ancora capito chi ha vinto queste di elezioni. Cosa rivotiamo a fare?

Ma poi con la stessa legge elettorale. Ma se io ho votato di Maio non è che vado a votare la buonanima di Bersani un mese dopo. Pensa a quelli che hanno detto, io per votare mi sono tappato il naso, adesso cosa si devono tappare? Qualche buco da cui non si respira?

Allora facciamo un televoto come The Voice, facciamo come Presidente del Consiglio Albano e via. Ma poi sapete quanto costa rivotare? 300 milioni di euro. Ma quante cose possiamo fare con 300 milioni? Intanto riempiamo qualche buca a Roma, che città eterna mica per tanto, tra poco mi sprofonda giù, poi tiriamo su degli Ospedali, diamo qualche casetta ai terremotati e ci compriamo Ronaldo che palleggia davanti al Quirinale così come quando tiri la ciabatta prima di andare a dormire, al contrario. 300 milioni di euro diviso 35 milioni, che sono quelli che hanno votato, fa circa otto euro, pagateci una pizza piuttosto, ma non andiamo a rivotare.

Anche perché vorrei soltanto rivotassimo per sentire le promesse della campagna elettorale: tassazione al 5%, aumento di un dito per ogni italiano, il nostro debito pubblico passa tutto alla Germania, chiamate illimitate e 70 GB al mese e poi reddito di cittadinanza fino a 30 anni e subito dopo scatta la pensione anticipata…

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