Una balenga… che per una sera ha parlato da mamma

Ecco una piccola cosa certa, ma questa volta seria. Abbiamo letto questa settimana del dramma della mamma Alice e dei suoi bambini, avvenuto nel carcere di Rebibbia. Io ho fatto questa piccola riflessione. Attualmente i bambini in carcere con le loro mamme in Italia sono circa sessanta. Dunque, volevo chiedere un paio di favori al Ministro Bonafede. Il primo è generico, cioè di accendere una luce su come si sta in carcere. Perché solo nel 2017 ci sono stati 52 suicidi… e non è un numero civile.

Il secondo è da parte di tutti i bambini costretti a viverci dentro. La legge del 1975 prevede che le donne possano tenere i figli in carcere fino all’età di tre anni, nel 2011 il limite è stato innalzato a sei anni se in strutture dedicate.

Perché esistono queste strutture che si chiamano ICAM che vuol dire Istituto a custodia attenuata per le detenute madri, che sono sempre dentro la cinta delle mura carcerarie ma separate dal carcere vero e proprio. Sono delle specie di comunità tipo casa, colorate, accoglienti, con progetti di recupero per le mamme, dove le guardie sono femmine, non hanno la divisa e non ci sono le sbarre, dove i bambini possono uscire per andare a scuola e al nido. C’è una certa normalità per quanto possibile. Ma questi ICAM sono solo 5 in tutta Italia su 190 carceri, mentre nelle carceri normali c’è al massimo un nido dietro le sbarre, dove i bambini stanno male e le mamme possono impazzire.

Allora i casi sono due: o si fa in modo che i bambini possano stare con le madri ma in case famiglia, non credo sia così complicato, sono 62 bambini quindi relativamente pochi, oppure diventiamo un paese civile e costruiamo più ICAM.

Perché i bambini non hanno commesso alcun reato e in carcere non ci devono stare, devono vivere in strutture familiari fatte apposta per loro.

C’è un suo collega di governo, Ministro, che dice sempre di parlare da papà e spero che ascolti una balenga come me che per una sera ha parlato da mamma.

Related Posts