L’identità ai tempi di Wikipedia

“Quello che so è che mi chiamo Piedimonte. Di più, non posso garantire”. Spiritoso, arguto, cinico. Una bella storia imperfetta che mescola realtà passate e casini presenti con la sgangherata follia di Wikipedia che muove il motore della storia.

“Versai la zuppa in un piatto, fino all’orlo. In bilico come un equilibrista, arrivai al tavolino. Non fu una lunga camminata: fra la cucina e il tavolo c’era al massimo un metro. Come fra il tavolo e il letto d’altronde. Un giorno avevo provato a stendermi al centro della casa: riuscivo a stare contemporaneamente, con un braccio o un piede, nel salotto, nella cucina e nel bagno. L’ubiquità più che un dono era una costrizione”.

L’uomo senza profilo, Stefano Piedimonte. Solferino

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