La logica della lampara: una follia dall’inizio alla fine

Siamo a Catania, quella città scura come la roccia lavica. Una vecchia lampara illumina una fetta di mare. In barca due pescatori improvvisati assistono a degli strani movimenti a riva. Si intuiscono due sagome nere, una delle quali trasporta una grossa valigia. “Amuni’. Andiamo a vedere che succede”. Da qui parte questo giallo intrigantissimo. La commissaria è sempre lei, Vanina Guarrasi che comanda una trama a spirale dal ritmo forsennato. L’intrico è complesso, spiazzante, non ti dà respiro mai. È una follia dall’inizio alla fine. Perché si sa: tutto può essere il contrario di tutto.

“Tu cosa pensi sia giusto, nica mia? Perché questo comanda nella vita: quello di cui hai bisogno tu per guardarti allo specchio e sapere che non hai nulla da rimproverarti. Che stai facendo tutto quello che puoi perché la tua vita sia il più possibile simile a come la vorresti. Precisa identica, amore mio, non potrà essere mai. E la maggior parte delle volte non dipenderà da te”.

La logica della lampara, Cristina Cassar Scalia. Einaudi

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