Quando la cronaca diventa racconto

È un lunedì mattina di settembre quando la vecchia ex maestra dell’isola si accorge di tre corpi che il mare ha sputato a riva. In quella spiaggia desolata che fa male all’anima.

Sono 3 ragazzi di 20 anni approdati chissà come alla ricerca di chissà che cosa. Ma non c’è pietà per loro neanche da morti. In una danza spietata e crudele il sindaco, il dottore, il maestro, la vecchia, e lo Spada, tentano una soluzione che li metta al riparo dal pericolo e dalla vergogna.

Non c’è compassione. Non c’è misericordia. C’è solo la puzza, che sale e sale ed è insopportabile “quel lezzo era il primo atto di una vendetta che si sarebbe protratta seguendo un ritmo implacabile: i morti avrebbero fatto pagare ai vivi la loro indifferenza… quei vivi che avevano scelto il silenzio anziché la parola. Sarebbero stati puniti”.

Una sola parola. Bellissimo.

L’Arcipelago del cane, Philippe Claudel. Il Libraio.

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