Ode ai ristoratori: “Ristoratori tornate a ristorarci”.

Ho scritto un’ode a tutti i ristoratori, albergatori, che fanno un po’ fatica in questo periodo, è un omaggio che si intitola “Ristoratori tornate a ristorarci”.

A tutti i ristoratori, osti, chef, albergatori, pizzaioli, kebabbari, porchettari, ma anche camerieri, sommelier, lavapiatti, persino i suonatori di fisarmonica, finanche i venditori di rose pachistane timidi, ma minchia se votati nell’arte del martellamento. Ci mancate tanto, facevate parte della nostra vita e vogliamo che torniate a farlo al più presto.

So che è dura resistere chiusi, ma dovete farlo cari osti panzoni e maître raffinati, tavernieri e chef stellati. Ci mancate, ci manca tutto di voi, ci manca persino quando ci date il tavolo di fronte alla porta con gli spifferi e quello malsano davanti al cesso. Ci manca riempirci di grissini prima di cena come se venissimo da 40 giorni nel deserto e ci mancano quei piatti di tortellini roventi che più che brodo sembra magma del Vesuvio.

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