La classifica di cose che i comici non possono più dire

La fessitudine dei comici a volte serve. Faccio l’appello al professor Draghi, si segni per piacere Murano tra le cose da fare. Non metta gatti storti e scriva, voi intanto a Murano cominciate a soffiare dei draghi. La situazione è molto pesante non possiamo dire più niente. Allora ho fatto una classifica di cose che noi comici non possiamo più dire.

Non puoi più dire che la Gazza di Rossini è ladra, perché bisogna aspettare il terzo grado di giudizio, sennò si incazza.

Non puoi più dire che il fidanzato che ti cornifica è un verme, perché gli anelli ti si offendono e gli animalisti si incazzano.

Non si può più dire che le mantidi sono religiose, perché ci saranno anche quelle atee che vanno rispettate e sennò si incazzano.

Non puoi più dire di una grappa che è invecchiata di trent’anni, devi dire che ha trent’anni in più, ma li porta bene, sennò si incazza.

Non puoi più dire profumato come una rosa perché la lobby dei bergamotti va giù di testa e si incazza.

Non puoi più dire sei fuori come un balcone, perché anche i balconi hanno la loro dignità e si incazzano.

Non puoi più dire che il cactus è una pianta grassa, perché è body shaming e tutte le piante sovrappeso poi si incazzano.

Non puoi più dire che il Leone è il Re della Foresta perché o prima vinci le elezioni o tutti gli altri animali della foresta, dalla formica al gorilla poi si incazzano.

Non puoi più dire buono come il pane, perché i produttori di grissini si sentono discriminati e si incazzano.

Non puoi più dire che nella botte piccola c’è il vno buono, perché quelli che fanno il vino nel cartone poi si incazzano.

Se poi dici tira più un pelo di… che un carro di buoi si incazzano tutti, gli animalisti per i buoi le donne per il pelo e i gay perché li discrimini.

Non puoi più citare il film “Morte a Venezia” perché Brugnano sioffende a morte a Venezia e si incazza.

Non puoi più dire che lavi i panni con l’Omino Bianco, perché fai capire che dell’omino nero non ti fidi e tutti gli omini neri poi si incazzano.

Non puoi più dire scopa giocando a carte, perché potresti offendere un’eventuale vergine al tavolo, che poi si incazza.

Non si può più dire niente, ci hanno insegnato ad offenderci per ogni cosa, ma così viviamo male, siamo sempre incazzati e smettiamo di ridere. Diventiamo fragili, fragili come un gattino di vetro storto ma non di Murano.

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