La mia letterina al caro Draghi

Adesso spetterà al grande Grisù, al grande Drago benedetto, che tutto purifica, al Dio delle città e delle immensità, al grande mago che con la sua grande bacchetta magica trasformerà la merda in risotto. Questa bacchetta magica per risolvere la situazione da qualche parte finirà. Qualche categoria a turno si ritroverà questa bacchetta da qualche parte, nella marmitta, nel trocadero, nel recovery fund. Allora ho scritto una letterina per Draghi…

Caro Draghi, Mario Bello, dragoncello santo che tanto sapore darai alle nostre vite, tu che conosci bene le borse, che le hai nel cuore e anche tanto sotto gli occhi. Tu che mi fai sentire una tua mezza parente, dopo che ho usato per anni i soldi col tuo autografo sopra, te lo dico a nome dell’Italia, ci piaci Mario, ci piace il tuo governo ancora prima che parta, pensa come siamo messi. Come quando guardi l’ecografia di un bimbo di due mesi e dici che bello, anche se è solo un verme in controluce. Quando il grande Matti dalla cravatta storta ti ha scelto è sceso lo spread, sono salite le azioni e abbiamo risparmiato, consentimi il termine non tanto tecnico, un puttanaio di euro. Manca solo che tu ascenda al cielo dopo San Giorgio al Drago San Mario Draghi, pur di star con te draghetto caro, hanno cambiato tutti idea.  Persino la Lega è diventata europeista nel giro di dieci minuti. Come se Greta Thunberg dicesse: Hey raga mi sono comprata una raffineria di petrolio e amianto, problemi?

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