Letterina ai monopatteristi

Caro monopatterista, viaggiatore solitario di gamba sola, acrobata delle mie rotelle e meritocentauro dal polpaccio propulsore.

Amico danzatore di surf da strada che mi passi a fil di culo a trenta all’ora e mi porti via un gomito. Equilibrista delle ruotine a cui piace andare in giro come vispa teresa con il naso insù e la gambina piegata. Mi spieghi come mai quando scendi dal monopattino lo schianti sul marciapiede così alla vavafan. Dammi un motivo amico uno solo perché ti chiedo me lo sbrodoli sul Pavè o lo abbandoni a terra che se arriva una carrozzina di un disabile o una mamma con il passeggino deve fare lo slalom.

Possibile che non riesci con le tue manone sgorbie a dargli una sistemata?

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