Caro Stato, aiutiamo le donne contro il femminicidio

Caro Stato non gassoso, non interessante, ma Stato dei diritti, dove il diritto di ciascuno è sentirsi protetti e per copia conoscenza ai 622 deputati e deputate, che lunedì non erano presenti al discorso della Ministra Bonetti.

Caro Stato, tu fai cose bellissime, come la campagna di vaccinazione, i bonus bebè, i posti auto per i disabili, i calendari dei carabinieri, ma c’è una cosa su cui dovresti impegnarti di più. Sai quante sono le donne in Italia? Il 51,3% e tante, tantissime di loro ogni giorno sono picchiate, minacciate, calpestate e spesso uccise da un compagno o da un marito violento. Si chiama femminicidio e il femminicidio caro Stato non è quasi mai un evento imprevedibile. Per questo le donne quando denunciano devono essere credute e protette da subito, mentre la giustizia è lenta la violenza è molto, molto veloce.

Le donne possono fare il primo passo denunciando, ma poi non puoi dare a loro la responsabilità di salvarsi, sei tu che lo devi fare, Stato mio.

Sono 109 le donne uccise fino ad oggi, fanno qualcosa come una donna uccisa ogni tre giorni. L’8% in più rispetto al 2020 di queste donne 93 sono state uccise in ambito familiare o affettivo, questo significa che il mostro non è la fuori ma è in casa. Però poi sono le donne che, dopo aver denunciato, devono nascondersi, scappare, andare nelle case rifugio, frequentare i centri antiviolenza, cambiare identità e città.

Ma perché a pagare la doppia pena è sempre la vittima e mai il carnefice. Dovrebbero essere gli uomini violenti ad andare in un centro antiviolenza. Sei violento e noi ti insegniamo a non esserlo più. Ma se c’è un leone libero in città scappato dallo zoo, chi mettono in gabbia appena possibile il leone o i cittadini che sono in pericolo. Non è logico?

Caro Stato, non bastano le misure intermedie tipo il divieto di avvicinamento: non ci deve arrivare a quella casa lì altrimenti a me donna passa la voglia di denunciare.

Dovete mettervi intorno ad un tavolo e trovare nuove strade perché ora in quella zona grigia tra la denuncia e la condanna i violenti compiono massacri, uccidono le donne pure i figli e famiglie intere. Quindi ti prego Stato appena la donna denuncia il compagno violento deve essere messo in galera o in uno spazio nuovo, una comunità di recupero. Però bisogna toglierli dalla circolazione subito. Perché sono criminali non possono vivere come chi prende una multa a per un divito di sosta. Oppure dobbiamo realizzare dei programmi di protezione rigorosi tu Stato lo fai per i mafiosi che decidono di collaborare fallo anche per le donne.

Ci siamo inventati il Green pass che ci invidiano in tutto il mondo perché non pass pass. Hai 365 giorni per inventarti qualcosa, ma devi farlo con la stessa velocità con cui mandi le cartelle esattoriali.

Il rosso è il colore delle vittime delle violenze, ecco caro Stato vogliamo che tra un anno il rosso torni ad essere solo qualcosa di bello, il colore delle fragole, delle ciliege e dei vestiti da donna di Valentino.

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