Elezione Presidente della Repubblica. Letterina ai cari deputati

Ho preparato una letterina per i nostri cari deputati.

Mi rivolgo a voi senatori, deputati e grandissimi elettori che avete scritto nomi a cacchio tipo Tom & Jerry sulla scheda, a parte che Tom & Jerry erano più furbi di voi visti i risultati.

Ma io vi dico siete veramente degli idioti, siete degli immani balenghi, scarsi di mente, delle facce di fango, musi di rapa delle testoline vuote neanche buone per fare il bordo.

Mi ricolgo a voi Onorevoli che avete scritto sulla scheda per tre giorni consecutivi Valeria Marini, Amadeus, Totti, Bruno Vespa. Come vi siete sentiti poi?

Vi siete sentiti ispirati, umoristi come Flaiano. Bene, non lo siete. Siete degli imbecilli come quelli che scrivono sui muri: “Mara se fossi un tappeto, ti sbatterei”.

Pensate che la gente rida? Che i vostri elettori si spancino dalle risate, che riuniscano la famiglia davanti alla tv con i popcorn in mano per sentire Fico che legge il risultato del vostro genio?

No, non ridiamo per niente, anzi ogni volta si gonfiano le vene del collo e ci viene il desiderio forte di mandarvi a fare cose in zone del corpo malfamate.

Esimi Onorevoli, ma ve lo devo dire io che sono un saltimbanco, che quella dell’Elezione del Presidente della Repubblica è un momento sacro altissimo. È uno dei momenti più alti di un Paese Civile, non potete buttare tutto in caciara sempre.

È come se durante un Conclave un Cardinale scrivesse sulla scheda Don Bachi o Don Matteo. Voi per primi siete stati eletti, che vien dal latino electus, cioè prescelto. Quelli che devono portare la dignità, l’eccellenza. Dovete essere meglio di me non pirla come me.

Se volete fare i comici, andate a Zelig, non a votare il Presidente.

Siate seri. Pensate al futuro del Paese che a fare gli scemi ci pensiamo noi.

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