Il torrone dei Referendum

È stata una settimana un po’ difficile. C’è stata tutta questa Babilonia dei Referendum. C’erano una volta otto quesiti referenderai, tre non sono stati autorizzati, quello sulla responsabilità civile dei magistrati, quello sulla cannabis e quello sull’eutanasia, gli altri cinque invece sono stati autorizzati. Sono quelli sulla giustizia, che per capirli devi farti una canna. Erano due i quesiti su cui potevamo esprimerci davvero, uno è la cannabis e l’altro è sulla morte assistita. Credo che tutti ci siamo fatti domande su questi quesiti, Ma non possiamo esprimerci, dobbiamo farlo su cose di cui non capiamo una mazza. I Referendum non erano scritti bene ma io mi domando, ma come mai ogni volta che ci sono questioni legate alla gente, istanze civili etiche, non sono mai scritte bene. Come il DDL Zan?

Ma non possiamo istituire un Ministero delle chiare lettere, che prende sti testi e controlla. Oppure facciamo una brutta e andiamo da Amato e gli diciamo. Ce la correggi? E lui con la penna rossa. Ma chi li deve scrivere sti referendum i politici? E un barlume di intelligenza non ce l’hanno?

Per farmi un’idea ho ascoltato un magistrato Bruti Liberati e non ho capito niente. Pensate com’è complicato per noi che di Tribunale vediamo solo Forum. Non capisco nemmeno la Palombelli quando il marito tradisce la moglie con l’amante. Che ne so io delle cariche di Csm che non so nemmeno chi saranno i giudici di X Factor della prossima edizione. Vi sembro una che porta la toga? Sembro Perry Mason. Stanno chiedendo alla gente di esprimersi su questioni troppo complesse.

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