La letterina a tutte le donne del mondo: Cara Maria…

Anche quest’anno la Festa della Donna è passata inosservata. Anche i semafori quelli che ti vendevano la mimosa non insistevano. Ho scritto una lettera per tutte le donne che ho deciso di chiamare Maria.

Cara Maria, tu che sei considerata una quota, un tot da riempire per lavarsi la coscienza, una gentile ospite che meno parla e meglio è in un sistema pensato soprattutto per uomini.

Mi rivolgo a te Maria che ami Mario e anche a te Maria che stai con Maria e ti guardano storto perché c’è ancora chi non sopporta un amore diverso.

A te Maria che sei single e non vuoi figli, oppure non riesci ad averne e tutti i giorni devi sentirti la lagna: Ma quando lo fai un bambino?

E anche a te che magari di figli ne hai fatti e lavori tutto il giorno come una pazza e che se ti curi poco sei un cesso, se ti curi tanto sei una zoccola, se ti prendi i tuoi spazi sei una madre degenera, se vai in depressione perché non ce la fai più sei una donna debole.

Mi rivolgo a te Maria che guadagni il trenta per cento in meno di un uomo; eppure, fai il suo stesso lavoro, oppure a te Maria che hai costruito la tua azienda dal nulla, sei la capa dei capi ma quando vai a firmare in Banca guardano in faccia il tuo assistente perché pensano che il capo sia lui.

Mi rivolgo a te Maria che ti tocca nasconderti e passare la giornata sotto una stoffa scura e a te Maria che hai l’anima schiacciata da una pressa perché tuo figlio è andato a fare una guerra che non vuole. A te Maria che con la febbre a 40 riesci a far finta di niente mentre Mario a 36,8 sta cercando il numero di Burioni su Google.

Parlo a te Maria che sei una donna fortunata perché tuo marito ti ama così tanto che ieri sera ti ha rotto il naso con un pugno, ma l’ha fatto per il tuo bene.

E a te Maria che vivi nella paura che il tuo capufficio ti metta di nuovo le mani addosso, ma taci perché altrimenti ti giochi il posto.

E anche a te giovane Maria che sei stata violentata una sera d’estate e ti hanno detto che te la sei cercata con quella minigonna e il tacco 12.

E a te piccola Maria che hai 80 anni e da qualche giorno scuoti la tv come un uovo di Pasqua perché non vedi più una mazza e devi risintonizzare i canali e comprare il nuovo decoder o una nuova tv e tu sei sola e vecchia e non sai come fare.

Mi rivolgo anche a te Maria che hai vinto l’Oro alle Olimpiadi e hai reso orgogliosa un’intera nazione.

Oppure a te Maria che te ne sei fregata del protocollo e hai intuito cos’era il Covid.

A te Maria che sei sempre in prima linea per raccontarci il mondo al telegiornale.

A te Maria straniera e badante così preziosa per i nostri anziani ma anche a te Maria che sei la prima donna a dirigere un’Opera alla Scala.

A tutte le Marie del mondo giovani o anziane, timide o brillanti, silenziose o ribelli, che sanno cadere e alzarsi, che non si vergognano a chiedere aiuto e che fanno delle battaglie di ogni donna del mondo la propria battaglia.

Perché se si vince, si vince tutti insieme.

Related Posts