La mia letterina a Will Smith

Caro Will,

caro principone di Bel Air, amico Smith e Man in Black, prima di tutto grazie, grazie perché col tuo schiaffazzo hai tolto dai nostri social la guerra e la pandemia e grazie perché questa sarà una scena che rimarrà nella storia come la testata di Zidane, Bugo e Morgan, Zequila e Pappalardo, Sandra Milo e Ciro. Allora voglio dire subito che ti capisco, picchiare un presentatore che dice minchiate è un istinto comprensibile, io lo provo tutte le domeniche. Ma tu non sei Mel Gibson, tu sei Will, vedere te che dai le sberle è come vedere Gigi Marzullo a un Concorso per body builder. È stata una battuta loffia? Sì abbastanza, perché l’alopecia per gli uomini e soprattutto per le donne è umiliante e si sa che le battute loffie possono farti venire il sangue al cervello.

Però caro Will, prima del cervello il sangue dal cuore passa alla gola e alla bocca. Potevi usare quella per rispondere a tono a quel cretino e invece gli hai dato una sberla che per lo spostamento d’aria ha spettinato persino Jane Campion che era seduta in prima fila.

Anche Burioni non sopporta i No Vax ma se incontra Djokovic non gli spacca mica la racchetta sulla testa. Te lo dico da comica sono le cose scorrette, sconvenienti e dispettose quelle che fanno ridere. Noi comici ci dibattiamo in quella melma lì, la testiamo come fosse polenta. È un lavoro sporco ma qualcuno deve pur farlo. A parole siamo sempre tutti a favore della satira, ma deve essere innocua che è un po’ come dire che sei a favore dei film porno ma con gli attori vestiti. Sui difetti fisici noi comici poi ci viviamo. Secondo me davanti a due cose soltanto dobbiamo fermarci, la malattia e la morte. Ecco su quello anche noi comici dobbiamo imparare a fare un passo indietro. Il dolore che questi due mondi si portano dietro è un mistero che non abbiamo il diritto di violare.

Tu, comunque, ti sei giustificato dicendo, l’ho fatto per amore. Siamo passati dalla violenza sulle donne alla violenza per le donne. L’era del principe azzurro che difende la consorte è finita Will. È un film vecchio che a Hollywood non guarderebbe più nessuno. Noi donne non abbiamo bisogno di principi, bodyguard, ma abbiamo bisogno di qualcuno che ci stia accanto non davanti.

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