Letterina a Mario Draghi. Preferiamo la pace.

Mario Draghi ha fatto questa domanda: Preferiamo la pace oppure il condizionatore acceso. Io rispondo a nome di tutti.

Caro Draghi, esimio Dragon Ball, super Mario Bross, drugo del drago, grandissimo figlio di BCE, a scriverti è un’italiana che vive nella Pianura Padana, lembo di terra col peggior clima del pianeta. Alaska d’inverno. Deserto del Gobi d’estate e stagione temperata che dura tra i 5 e i 7 minuti.

Un’italiana devota che conserva ancora i cinque euro con la tua firma e che ammira la tua capacità di portare avanti un governo di pezzi che stanno insieme con lo sputo. So che per te è dura Mary, gestire una pandemia e una guerra con Di Maio agli Esteri, non è un cammino facile.

Per questo ogni tanto tagli corto e vai giù per le trippe. Come ti capisco. Alla tua domanda rispondo subito, io scelgo la pace e l’aria condizionata spenta. Se per finire questo scempio ci sono dei sacrifici da fare, io ci sto. Sempre meglio un po’ di caldo che la guerra fredda. Vuol dire che questa estate faremo come canta Gianni Morandi “Apri tutte le porte” e faremo corrente. Faremo meno docce, laveremo meno i capelli, perché io valgo ma la pace di più.

Metteremo sandali e infradito per evitare che i piedi tornino a casa lessi, guideremo con i finestrini abbassati e monteremo i coprisedili con i pallini di legno. Diremo no al colesterolo, sì all’ascella pezzata. Che in confronto alle polveri sottili è ancora il danno minore.

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