La mia letterina a Elisabetta Franchi

Ho preparato una letterina per Elisabetta Franchi. Con giudizio e moderazione.

Carissima Elisabetta, Betta per gli amici, Eli quando vai in elicottero, franchissima franchi, nostra Sally Spectra italiana, regina del pret a porter, attention s’il vous plait, un merdon tu a pesté.

Non volevo scriverti perché so cosa vuol dire essere massacrati, trovarsi con un cappotto di cacca da un giorno all’altro, che tu da stilista non hai mai provato. Io ne ho una collezione autunno/inverno, primavera/estate che neanche Audrey Hepburn ai tempi di vacanze romane. Ma non volevo neanche restare in silenzio come la Ministra Bonetti che ci ha messo 24 ore di tempo prima di reagire. Carissima Franchi, che hai detto io da imprenditore, a parte che sei una donna quindi sei un’imprenditrice e hai detto che preferisci gli uomini nei ruoli chiave e le donne solo se sono anta. Che se si trattasse di un’azienda che produce armadi le donne anta avrebbero un senso, ma nella moda non tanto. Io che sono anta ti scrivo a nome delle enti e delle enta che vorrebbero lavorare e hanno questa bislacca idea che sia normale fare un figlio, che in Italia ormai è come prendere la patente nautica che costa tanto e devi avere molto tempo libero.

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