Il 12 giugno il Referendum. La mia letterina a Camera e Senato

Allora il 12 giugno c’è il Referendum e visto che gli argomenti sono tecnici ho preparato una bella letterina a Camera e a Senato. Cara Camera e caro Senato, cari senatori e cari camerati.

Caro Senato con i tuoi bellissimi seni a voi va il mio grazie perché votare è bellissimo e io sono l’ultimo anello di una catena che parte da Mattarella e arriva alla punta della mia matita. Però vi dico la verità il dodici giugno pensavo di andare al mare, capiscimi fanno 28 gradi già adesso se continua così tra un mese a Torino ci troviamo con le scimmie urlatrici appese alla Mole. Voi camere chiedete a me e ad altri milioni di cittadini italiani di pronunciarci sul Referendum non uno ma cinque. E quindi volevo dirvi alcune cose che mi sgorgano dal cuore e pure da un altro organo che non vi dico.

Prima cosa, potreste scrivere una formula che si capisca. Imparate dalla Chiesa che fa le cose semplici. Mi viene chiesto un parere su qualcosa che non va tanto bene. Ma se devo scegliere non so proprio un ben emerito. Ma per chi ci avete preso per 60 milioni di Giuliani Amati. Siamo forse dei Perry Mason? Pensate che la mattina sul water leggiamo Manuali di Diritto Costituzionale. Siamo talmente scarsi in materia giuridica che abbiamo creduto per anni che Forum su Rete 4 fosse reale.

Certo tu Stato potresti dire, il cittadino deve informarsi. Ma se dobbiamo informarci su tutte le leggi che vota il Parlamento allora aboliamo il parlamento. E facciamo votare direttamente i cittadini. Così risparmiamo anche gli stipendi. Due erano i referendum che ci stavano a cuore uno sull’eutanasia e una sulle droghe leggere. Perché in quel cosa noi cittadini avremmo votato col cuore. Comunque io il 12 giugno a votare ci andrò per senso di responsabilità, per dovere civico e soprattutto perché è un mio diritto e molti anni fa qualcuno ci ha rimesso la vita perché io potessi farlo.

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